Pubblicità digitale e tradizionale, quale scegliere?

Da alcuni mesi, complice la pandemia che ci ha investiti da febbraio scorso, il marketing delle aziende sta facendo dei grossi cambiamenti.

Voglio cominciare questo articolo facendovi riflettere sulla differenza abissale che esiste tra pubblicità digitale e la pubblicità tradizionale.
Parto da una ‘Legge della natura’: la miglior pubblicità è il passaparola, ovvero il consiglio che ritroviamo nella vita di tutti i giorni dall’amico, dal parente, ecc. che ci suggerisce di comprare un prodotto, di scegliere un servizio, perché ha toccato con mano il suo valore.

Nella pubblicità l’elemento ‘fiducia’ è fondamentale perché mi fido dell’esperienza che ha avuto quella persona a me cara in merito a un servizio, prodotto, azienda, ecc.
Con la pubblicità classica si va a rinforzare l’esperienza della persona e si fa avanti la comunicazione unidirezionale, ovvero il brand comunica direttamente con la persona. In questo caso la comunicazione classica rimarca il messaggio dell’azienda.

Con i dispositivi digitali, che oggi tutti abbiamo a disposizione, c’è la possibilità di interagire e conoscere la reputazione di un brand, leggendo recensioni e commenti, ovvero leggendo il passaparola digitale. In questo c’è una comunicazione bidirezionale, in cui brand e cliente comunicano e si scambiano informazioni. Il cliente può oggi capire nell’immediato se un prodotto o se un’azienda è valida e farsi un’opinione più velocemente e l’azienda può comunicare i suoi valori.
Oggi vince non solo l’azienda che è brava a comunicare nell’immediato, ma anche quella che è pronta a intercettare una comunicazione bidirezionale, che è disponibile col cliente H24.
Nel periodo del Covid-19 il marketing e il digitale hanno macinato grandi numeri facendola da padrone in tutti i settori.

L’esempio di Cashback – Nell’ambito della pubblicità digitale, vi parlo della shopping community di Cashback World, che come dice la parola stessa è basato sul ritorno di denaro al cliente. Cashback World fa parte di una multinazionale, MyWorld, diffusa in ben 49 Paesi del mondo, in cui ci sono 2 milioni di iscritti che ricevono il denaro indietro facendo acquisti quotidiani nei tradizionali negozi, piccole e microimprese che frequentano ogni giorno. Nella shopping community ci sono poi 800 shop online e 50 insegne della grande distribuzione.


Dal piccolo bottegaio alla grande distribuzione si può ottenere questo grande vantaggio con una card di riconoscimento, non di pagamento, che può essere usata in tutto il mondo. La forza di questo sistema è essere presente sul territorio e anche a chi non ha competenze digitali. La card si può ottenere registrandosi sul sito o facendosi registrare dall’azienda di fiducia che fa parte del circuito. C’è anche la possibilità di avere una tessera virtuale tramite l’app di Cashback. Ci sono anche tipologie di acquisto online o con pagamento con e-voucher che ci permettono di risparmiare, per esempio facendo benzina.
Nel caso delle piccole imprese e micro imprese è fondamentale essere presenti sul mercato digitalizzandosi. Basti dire che in Italia ci sono 50 milioni di smartphone, ognuno di noi è connesso ad internet ed è estremamente digitalizzato.
Questo ci ha facilitato la vita, ma nell’epoca del Covid-19 le abitudini d’acquisto di ogni tipo di consumatore sono cambiate, radicalmente, così come il metodo di consultazione di informazioni su un bene, un servizio o un’azienda.


Il lavoro dell’imprenditore oggi non può prescindere da una corretta comunicazione digitale. I punti di contatto con un’azienda nel passato erano pochi (penso all’approccio fisico del commerciale, per esempio); oggi invece tramite il digitale i punti di contatto sono diventati moltissimi.

Cosa consigliare quindi alle aziende per migliorare il loro marketing?
Prima chiariamo bene un aspetto: la pubblicità digitale, ovvero un’attività di pubblicità a pagamento, può essere divisa in due tipologie di attività promozionali:
1)la prima si basa sul sito internet e sulla richiesta tramite il motore di ricerca, con Google per esempio, ed è contraddistinta dal posizionamento a fronte di una specifica domanda. In questo caso se cerco un determinato prodotto la mia pubblicità arriva a chi sta cercando;
2)la seconda tipologia di attività è basata sui social network, che cercano di intercettare dei bisogni ‘inconsci’. Solitamente ci troviamo sui social per trascorrere del tempo, per soddisfare delle curiosità, leggere e confrontarmi.

Differenze? Attraverso il sito internet e la ricerca di un prodotto ricevo una forma di attività promozionale ‘cortese’ perché ho un’esigenza e il sito la soddisfa con una risposta; la seconda è più invadente ma può essere anche più precisa, verticale, perché ad esempio attraverso una community posso intercettare dei gruppi interessati. Tutti questi dati ci portano a poter direzionare la propria strategia, capire come reagisce il mio utente, fare delle analisi e perfezionare la mia campagna.

Un’altra piccola dritta sulla pubblicità digitale che mi sento di sottolineare è questa: c’è da considerare in maniera non secondaria l’aspetto tecnico.
Nella pubblicità classica c’era la creatività sfornata dall’azienda, oggi invece si fanno i conti, per esempio, con l’hosting del sito, la connessione, la piattaforma, ovvero la pista d’atterraggio con cui veicolo il mio messaggio al cliente. Essa deve avere un aspetto digitale funzionante.
Purtroppo mi è capitato di vedere dei clienti che investono sul contenuto, sulla strategia, ma hanno dei siti che non funzionano bene, vecchi, che non sono sicuri, ecc.

Ho iniziato a tal proposito a collaborare con l’azienda Cashback World perché questa azienda stravolge il meccanismo della pubblicità tradizionale, ribalta il tradizionale concetto di pubblicità: nel metodo tradizionale era previsto il ‘pago e spero che arrivino i clienti’, invece con l’adesione a Cashback l’azienda paga una piccola percentuale solo se incassa dal cliente che arriva tramite il meccanismo del ritorno di denaro.
Consiglio alle aziende di cercare di comprendere le potenzialità del digitale e di cercare figure interne o esterne, come le agenzie, che possano portare avanti la propria identità. E’ importantissimo essere presenti, ma lo è ancor di più essere presenti bene.
La scelta è fondamentale: studiare, informarsi bene sulla persona alla quale si affida la propria reputazione digitale, soprattutto individuare un budget annuale da dedicare al marketing.

A chi affidarsi? Dalla grandezza dell’azienda e dagli obiettivi che vuole raggiungere deriva la scelta se affidarsi a una agenzia esterna competente e professionista nel settore del digital marketing o a una risorsa interna. Difficilmente in un’azienda esiste una figura che può bastare a coprire i ruoli di grafico/copy/ web designer, ecc.
Altri aspetti da definire sono competitor, obiettivi, target, tutti elementi da studiare per attivare una campagna o una strategia di marketing. Oggi più che mai l’azienda deve crescere e comprendere cosa è meglio, informarsi e muoversi: più tempo passa più il percorso è tortuoso per addentrarsi nel modo del digital marketing.

E tu hai mosso i primi passi nell’ambito della pubblicità digitale o sei ancora indeciso su cosa fare?
Contattami per una consulenza e individueremo insieme il percorso più adatto.
Guarda il video per scoprire tutti i dettagli sulla pubblicità digitale di cui ho discusso con gli ospiti di Guarda chi C’è Live.

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