Smart working, benessere aziendale ed equilibrio lavoro-vita privata: perché ci credo

Quando si parla di smart working, spesso sentiamo dire che sia un modo per lavorare meno o, peggio, per trasformare il lavoro in una vacanza, ma è una convinzione che non condivido.
Per me lo smart working non significa lavorare dalla spiaggia con il computer sulle ginocchia. Significa dare alle persone la possibilità di organizzare il proprio lavoro con responsabilità, autonomia e fiducia, mantenendo la qualità di ciò che fanno.
Come titolare di Zarri Comunicazione, agenzia che ho fondato oltre 20 anni fa, ho sempre pensato che un’azienda non sia fatta solo di progetti e numeri. È fatta, prima di tutto, di persone. E quando le persone stanno bene, anche il lavoro migliora.

La fiducia responsabilizza molto più del controllo continuo – Preferisco valutare i risultati, la qualità del lavoro, il rispetto delle scadenze e la capacità di collaborare con il resto del team.
Naturalmente questo approccio richiede maturità da entrambe le parti. Lo smart working funziona solo quando esiste un rapporto costruito sulla serietà, sul rispetto reciproco e sulla condivisione degli obiettivi. Non è una concessione, ma un modo diverso di lavorare.

Lavorare bene significa vivere meglio – Negli anni ho capito una cosa: nessuno dovrebbe sentirsi costretto a scegliere ogni giorno tra il proprio lavoro e la propria famiglia.
Ognuno di noi ha esigenze diverse. C’è chi accompagna i figli a scuola, chi deve assistere un genitore, chi affronta ogni giorno spostamenti o semplicemente ha bisogno di una maggiore flessibilità per organizzare la propria giornata.
Se un’azienda può aiutare le persone a trovare questo equilibrio, senza compromettere il servizio che offre ai clienti, credo abbia il dovere di farlo.

Lo smart working non è una vacanza – Ci tengo a ribadirlo. Lo smart working non è sinonimo di ferie. Anzi, spesso richiede ancora più organizzazione, più disciplina e una maggiore capacità di pianificare il proprio tempo.
Le responsabilità rimangono identiche, così come gli obiettivi e gli standard qualitativi.
Cambiano soltanto gli strumenti e il luogo da cui si lavora.
A mio avviso ci sono momenti in cui la presenza in ufficio è fondamentale: una riunione creativa, il confronto con il team, un incontro con un cliente. Sono occasioni che considero insostituibili perché le idee migliori spesso nascono dal dialogo diretto. Per tutto il resto, oggi la tecnologia ci permette di collaborare in modo efficace, anche a distanza.

Il benessere aziendale non è uno slogan

Negli ultimi anni si parla molto di welfare e benessere aziendale. Per me non è una moda e nemmeno uno slogan da usare nella propria comunicazione, ma è un modo concreto di gestire un’impresa.
Significa ascoltare le persone, comprendere le loro esigenze e costruire un ambiente nel quale possano esprimere il proprio potenziale senza vivere il lavoro come un peso.
Questo non significa abbassare gli standard. Al contrario: chi lavora in un ambiente sano tende a essere più coinvolto, più responsabile e più motivato.

Parità di genere – C’è un altro tema che considero fondamentale: la parità di genere.
Non dovrebbe essere affrontata solo perché esistono norme, certificazioni o obblighi da rispettare. Dovrebbe essere un principio naturale.
Le opportunità di crescita devono dipendere dalle competenze, dall’impegno e dal valore delle persone, non dal loro genere.
Penso anche che una maggiore flessibilità organizzativa possa aiutare concretamente a conciliare lavoro e famiglia, senza essere costretti a rinunciare alle proprie ambizioni professionali.
Ma questo vale per tutti: creare un ambiente equo significa dare a ciascuno la possibilità di costruire il proprio percorso professionale senza ostacoli inutili.

La mia idea di agenzia –Dopo oltre vent’anni di attività continuo a credere che il successo di un’azienda dipenda soprattutto dalle persone che ne fanno parte.
Le tecnologie cambiano velocemente, la comunicazione si trasforma
continuamente. Ciò che non cambia è il valore di un team motivato, competente e sereno.
Per questo la mia idea è di investire in un modello organizzativo basato sulla fiducia, sulla responsabilità, sulla flessibilità e sul rispetto dell’equilibrio tra vita privata e lavoro.
Il benessere aziendale non è un costo: Lo considero uno degli investimenti più importanti che un imprenditore possa fare. Ed è questa la direzione che voglio continuare a seguire, insieme alla mia agenzia. E tu cosa ne pensi?

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